Il Residente della Repubblica? E' l'ultimo: un uomo come noi. La vita lo ha relegato ai margini. Ma i suoi diritti rimangono quelli di ogni cittadino. E la politica, pur in nome di legittime esigenze di sicurezza collettiva, non può assumersi la responsabilità di indebolirli e comprometterli.
Muove da questi principi la mobilitazione pubblica che fio.PSD (Federazione italiana organismi per le Persone senza dimora) ha lanciato in occasione della discussione, in Parlamento, del disegno di legge 733 (il cosiddetto "Pacchetto sicurezza"). Esso contiene due articoli, il 36 e il 44 (il 44 e il 50 nel testo approvato in Senato e ora in discussione alla Camera), che rischiano di rendere ancora più difficile la vita e i percorsi di reinserimento sociale delle persone senza dimora. In particolare, indeboliscono l'istituto della residenza anagrafica, condizione indispensabile per l'accesso ai più elementari diritti di cittadinanza, e istituiscono un registro degli
homeless che si teme possa rivelarsi uno strumento per schedare, più che per aiutare chi sta ai margini.
La mobilitazione ha un suo punto di forza nel numero unitario realizzato, per il mese di febbraio, dai sei giornali di trada italiani, tra cui
Scarp de Tenis e dedicato appunto al
Residente della Repubblica.
L'iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa, durante la quale fio.PSD ha illustrato le motivazioni della richiesta di stralcio dei suddetti articoli.
Per maggiori informazioni:
www.ilresidentedellarepubblica.it